Dado sì, dado no! I consigli del nutrizionista Massimiliano Matteoni…

Dado sì, dado no! I consigli del nutrizionista Massimiliano Matteoni…

Il dado da cucina fu inventato nel 1850 e cominciò a diffondersi nel nostro paese intorno agli anni Venti del secolo scorso.

Originariamente si trattava di un estratto in cui, per ottenere un chilo di prodotto, occorreva utilizzare almeno 40-50 kg di carne. Oggi i dadi da brodo contengono solo lo 0,5-0,6% di estratto di carne, mentre oltre il 50% è rappresentato da cloruro di sodio, il comune sale da cucina.

Un cubetto di 10 grammi, contiene almeno 5 g di sale ed è proprio questo semplice ed economico ingrediente che può rappresentare un pericolo per la salute, soprattutto per le persone ipertese.

Spesso il secondo ingrediente di un dado è il glutammato di sodio, un aminoacido che è un potentissimo esaltatore di sapidità, molto usato anche nella cucina cinese. Ha una brutta fama (di essere cancerogeno, di causare mal di testa ed eruzioni cutanee), ma si tratta probabilmente di un accanimento giudiziario e a oggi presenta la fedina penale pulita: nessuno, infatti, è mai riuscito a produrre delle prove concrete per incriminarlo.

Ci sono comunque in commercio dei dadi senza il glutammato.

Il contenuto di grassi è, invece, piuttosto basso, circa 2 g per cubetto e anche le calorie apportate sono limitate. Per concludere, il dado concentrato può essere usato per dare sapore ai nostri piatti, ma suggerisco di non comprare marche più economiche perché spesso il risparmio è ottenuto con l’uso di ingredienti di scarsa qualità.

 

Fonte: un articolo del dottor Massimiliano Matteoni, biologo nutrizionista – tratto da Nuovo Consumo, marzo 2020
Fonte immagine: https://www.agrodolce.it/2018/04/11/dadi-da-brodo-dal-mondo/

 




Alimentazione Sana

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