Quinoa, kamut e amaranto: 3 cereali ricchi di proteine, sali minerali e aminoacidi!

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Fonte immagine: https://www.molinorossetto.com/it/blog/20-cos-e-il-kamut-

 

Chi ha mai sentito parlare dell’amaranto in cucina? Forse lo si conosce come colore, ma non tutti sanno che è anche il nome di un cereale diffuso nell’America Latina, ora presente anche nel nostro Paese, soprattutto nei negozi specializzati in alimenti biologici.

Quando si parla di cereali i primi nomi a cui pensiamo sono riso, frumento e mais. E se aggiungessimo kiwicha (il termine indio con cui si indica l’amaranto), quinoa e kamut? Carboidrati e proteine restano, ma con molti elementi nutritivi in più: il vantaggio di questi cibi dai nomi esotici è nella loro ricchezza di aminoacidi essenziali, che li rendono interessanti come piatti unici e consigliati anche a chi ha problemi di digestione lenta.

La virtù principale di kiwicha e quinoa, ad esempio, è la presenza della lisina, un aminoacido fondamentale per la sintesi del collagene e delle proteine. I due cereali sono un’importante fonte di sali minerali: magnesio, ferro e calcio.

L’assenza di glutine li rende particolarmente adatti ai bambini e ai celiaci.

È grazie a queste proprietà che questi alimenti sono arrivati fin sulle nostre tavole, per offrire una valida alternativa ai cereali più consumati e conosciuti.

Kamut, il grano dolce

Il grano kamut si presta perfettamente alla preparazione di cereali per la colazione, muesli, pane, biscotti, spuntini, focacce, crespelle e farine. Soprannominato per il suo sapore dolce naturale “grano dolce”, questo alimento non richiede l’aggiunta di zucchero come gli altri cereali per nascondere il gusto leggermente amarognolo.

  • Prodotto solo tramite coltivazione biologica, il grano kamut permette anche di produrre paste eccezionali, che superano per struttura e per gusto tutti gli altri tipi di pasta, e viene aggiunto a minestroni di verdura e insalate fredde. Ottimo per dare vita a sfiziosi cous cous, prima di essere utilizzato in cucina deve essere messo in ammollo per 8 ore circa, poi cotto per 45/60 minuti.

Kiwicha: il più antico

Il Kiwicha (o amaranto) era il cibo dei popoli precolombiani. Inca, Maya e Aztechi coltivavano questo cereale e lo consideravano un “cibo sacro”, probabilmente perché ne riconoscevano l’alto valore nutritivo. Contiene infatti ottime percentuali di proteine, intorno al 16-18%, fibre e aminoacidi, in particolare lisina, solitamente carente nei cereali.

Il singolare rapporto tra proteine, carboidrati e lipidi rende questo alimento molto utile per il cervello, soprattutto per tamponare gli effetti da stress.

Quinoa, sapore delicato

La Quinoa (Chenopodium quinoa) è un’erba originaria del Perù, e appartiene alla stessa famiglia della barbabietola. Ha un sapore delicato e grandi qualità nutritive, dovute alla presenza di proteine, circa l’11%, e degli aminoacidi essenziali, tra cui si distingue la lisina.

È ricca anche di carboidrati, circa il 60%, magnesio, ferro e calcio.

Nell’America meridionale viene coltivata sia per i semi, ottima fonte di sali minerali, sia per le foglie, che hanno un gusto simile a quello degli spinaci. Dato che la sua pianta è molto resistente e non richiede particolari trattamenti, è rimasta a lungo alimento essenziale delle popolazioni delle Ande. I suoi semi, dal sapore molto delicato, sono ricchi di sali minerali e vitamine del gruppo B. Si possono consumare mettendoli in acqua e facendoli bollire per 15 minuti: sono ottimi da aggiungere a minestre, insalate, crocchette e dolci.

 

Fonte: Vegetariani in Cucina, vecchio numero di marzo 2011

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