Frutta sciroppata? Sì, ma con il processo di conservazione si perdono le vitamine più sensibili al calore!

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Si cuoce quella fresca in uno sciroppo di acqua e zucchero ed ecco servita la frutta sciroppata. Facile da preparare in casa, è sempre a portata di mano sugli scaffali del supermercato con le varietà più diffuse: albicocche, prugne, pesche e ananas, in compagnia di frutti di bosco, castagne e ciliegie.

A colazione, mangiata da sola o come aggiunta allo yogurt, come merenda oppure come ingrediente appetitoso di dolci e macedonie, il motivo principale che spinge consumatori ad acquistarla è la comodità.

  • Si può, infatti, conservare in dispensa per usarla quando, per motivi vari, non si può mangiarla fresca. Attenzione, però, perché una volta aperta va comunque conservata in frigorifero e consumata nel più breve tempo possibile.

Altri vantaggi da non sottovalutare: la frutta sciroppata permette di mangiare varietà di frutta non di stagione o non sempre facili da trovare fresche – ad esempio, i frutti di bosco – e può avere un costo inferiore, soprattutto in alcuni periodi dell’anno.

Buona di sapore ma buona anche per la salute? In generale la frutta sciroppata ha un profilo nutrizionale più o meno simile alla sua omologa fresca, soprattutto per l’apporto di sali minerali, vitamine A ed E e fibre alimentari.

  • Le vitamine più sensibili al calore, come le vitamine del gruppo B e la vitamina C, così come le sostanze benefiche ad azione antiossidante contenute nella frutta fresca, tendono invece a perdersi con il processo di conservazione. Frutta per frutta, però, a fare la differenza tra fresca e sciroppata è il liquido nel quale viene conservata. 

Se si preferiscono le varianti di frutta sciroppata al naturale la differenza è davvero minima, perché in questo caso lo sciroppo è rappresentato dal succo della frutta stessa: è molto facile, ad esempio, trovare l’ananas al naturale immerso nel suo solo succo. È, invece, più difficile trovare altri tipi di frutta, come albicocche o pesche, dove non siano aggiunti zuccheri e acqua.

In questo caso è intuitivo comprendere come l’apporto di zuccheri aumenti di molto e come sia importante non esagerare nel consumo proprio per non assumere quantità eccessive di questi nutrienti. A guidarci nella scelta sarà l’etichetta, ma soprattutto gli ingredienti indicati, perché non è detto che dietro la dicitura “al naturale” non si nasconda comunque l’aggiunta di zucchero.

 

Fonte: un articolo di Ersilia Troiano su Nuovo Consumo, dicembre 2018




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