Zenzero: ecco le sue virtù (e controindicazioni): parte B!


«L’unica grande controindicazione, – sottolinea lo specialista, – riguarda chi prende farmaci anticoagulanti. Lo zenzero potrebbe infatti interferire, anche se moderatamente, con la coagulazione del sangue, soprattutto potenziare l’effetto dei farmaci anticoagulanti».

E ovviamente non deve essere consumato da chi è allergico ai gingeroli e, come consiglia il Ministero della Salute, è meglio non venga dato ai bambini che hanno meno di tre anni. Al contrario, può essere assunto da chi soffre di pressione alta: ci sono infatti degli studi che hanno dimostrato che lo zenzero tende ad abbassarla leggermente.

 

Questione di gusto

  • «Bisogna stare attenti al gusto, – avverte l’esperto,- non tutti apprezzano la sua intensità. In commercio si trova anche la polvere essiccata, ma crudo è l’ideale: può essere consumato fresco, a fettine sottili, o frullato direttamente con la verdura, nelle zuppe o nelle minestre o con la frutta; grattugiato sulle pietanze dà un tocco di freschezza. Per conservarlo più a lungo è possibile tagliarlo a fettine sottili ed essiccarlo a temperatura ambiente o al sole.

    «E per chi non tollera proprio il sapore, – conclude Sannia, – ci sono molti integratori alimentari, da prendere dopo i pasti: purché contengano una buona concentrazione delle sue sostanze attive, per garantire la stessa efficacia».

 

Attenzione al calore

Il calore è il principale nemico dei gingeroli, perché ne diminuisce l’azione. Lo zenzero, bollito o anche preparato con arrosti, perde una parte dei composti attivi, come capita per quasi tutte le piante: quando il calore supera i 100°C diventa distruttivo. Pochi minuti ad alta temperatura sono tollerati, ma meglio non eccedere.

Un altro motivo per cui sarebbe meglio non preparare infusi è che tali sostanze bioattive sono lipofile, cioè si sciolgono bene all’interno degli oli e dei grassi. Meglio, dunque, grattugiarlo direttamente sui cibi e non discioglierlo nell’acqua per un infuso.

A questo link trovi la parte A

 

Fonte: un articolo di Francesca Leone tratto da Intimità del 24/01/18

Alimentazione Sana

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