Celiachia: né allergia né intolleranza, ma allora che cos’è?

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Celiachia

 

La celiachia non è un’intolleranza, ma una malattia autoimmune geneticamente trasmessa. È legata a un’alterata risposta immunologica alle proteine di avena, frumento, farro, orzo, segale: il glutine.

  • «In questo caso, a differenza dell’allergia, il sistema immunitario non produce gli anticorpi IGE (che scatenano appunto la reazione allergica) ma mette in allerta gli anticorpi di classe IGA ogni volta in cui entra in contatto con il glutine», illustra Giselda Colombo, responsabile dell’unità di allergologia dell’Ospedale San Raffaele di Milano. Questi anticorpi agiscono contro l’enzima transglutaminasi bloccandone l’attività e così il glutine distrugge la mucosa intestinale, i villi intestinali, e dà origine a un’infiammazione cronica «esponendo il celiaco a maggior rischio di tumori all’intestino».

SINTOMI. I sintomi principali sono diarrea e gonfiore addominale. Ma la celiachia può palesarsi anche attraverso altri sintomi e disfunzioni: per esempio anemia, stanchezza cronica, diabete di tipo 1 possono far sospettare la malattia che, in età pediatrica, può anche rallentare la crescita.

DIAGNOSI. Per la diagnosi di celiachia, prima di escludere il glutine dall’alimentazione, si procede agli esami del sangue per valutare la presenza degli anticorpi specifici anti transglutaminasi. Se il loro valore è superiore alla norma, il gastroenterologo prescrive ulteriori esami e, negli adulti, la gastroscopia: si preleva cioè un campione di tessuto e lo si analizza al microscopio per valutare l’entità del danno della mucosa intestinale.

PRODOTTI SOSTITUTIVI. Al momento l’unica strada per bloccare il processo infiammatorio è escludere completamente dalla dieta tutti gli alimenti che contengono glutine: quindi pane, pasta, biscotti, pizza. Oggi, però, in commercio si trovano molti prodotti realizzati con riso, mais, granoturco, grano saraceno, amaranto, quinoa e altri cereali privi di glutine che quindi possono finire tranquillamente anche nel carrello della spesa di un celiaco.

LA MODA DELLA DIETA GLUTEN FREE. «Se la dieta di esclusione è fondamentale per chi è celiaco perché gli consente di stare bene, una dieta gluten free non ha invece alcun senso per chi non ha questa malattia», precisa Colombo.

  • «A tutti, piuttosto, è utile ricordare l’importanza di una sana e variegata alimentazione. E a chi lamenta gonfiore di pancia, per evitare la spiacevole sensazione, si può consigliare di non abbuffarsi di alimenti ricchi di carboidrati che fermentano ed evitare le cosiddette bevande dietetiche (dolcificate con xilitolo) che sviluppano meteorismo intestinale».

 

Fonte: estratto dal bel servizio di Simona Regina su Ok Salute e Benessere, giugno 2018

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