Dadi: vero e falso (parte B)…

Risultati immagini per dado da brodo

È meglio il brodo casalingo di quello preparato con questi cubetti. VERO
Il dado è molto comodo per avere velocemente a disposizione un brodo, ma se si può, e soprattutto se si ha il tempo, è sempre meglio preparare in casa con le verdure (cipolla, carota, sedano) il brodo vegetale, oppure con pollo o tagli di manzo quello di carne, lasciandolo raffreddare per poi togliere, con la schiumarola, la patina di grasso che si forma in superficie.

  • Il brodo fatto in casa non si può congelare. FALSO
    Per un giorno, al massimo due, può essere tenuto in frigorifero e quindi consumato. Per un utilizzo più prolungato nel tempo è invece possibile congelarlo.

In una settimana andrebbero utilizzati al massimo due o tre dadi. VERO
È meglio non superare queste dosi, per evitare un’assunzione eccessiva di sale e altre sostanze come il glutammato di sodio o i grassi idrogenati. Un buon consiglio è anche quello di diluire molto il brodo, usando più acqua di quella indicata sulla confezione del dado. Inoltre, è utile variare le tipologie di dadi (vegetali, al pollo, con carne bovina) e insaporire i cibi, come l’arrosto, ricorrendo a erbe aromatiche o spezie.

  • Quelli proposti in gel sono migliori. FALSO
    L’unica differenza è che contengono gomma xantana, che li rende gelatinosi. Per il resto degli ingredienti vale il consiglio dato per i dadi classici a cubetti.

Chi soffre di ipertensione e gastrite dovrebbe evitare di consumarli. VERO
Il dado è da sconsigliare, proprio per l’alta percentuale di sale, alle persone affette da ipertensione arteriosa. Allo stesso modo non è adatto a chi soffre di gastrite, perché può provocare un peggioramento dei sintomi come il bruciore allo stomaco.

I dadi sono sconsigliati anche a chi è asmatico, per la presenza di glutammato monosodico. Non è un caso che si parli di potenziale “sindrome del ristorante cinese” per le persone con ipersensibilità al glutammato monosodico, proprio perché questi ristoranti usano per insaporire i piatti dosi elevate di glutammato.

A questo link trovi la prima parte

 

Fonte: un articolo di Achille Perego su Intimità, 31/01/18

Alimentazione Sana

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *