Rosmarino: utilizzo in cucina e in fitoterapia…

(Rosmarinus officinalis) Il suo uso in cucina è vastissimo: per aromatizzare arrosti, intingoli, piatti a base di patate, torte rustiche, e per insaporire aceto e olio.

Per preparare quest’ultimo è sufficiente introdurre qualche rametto di rosmarino nella bottiglia d’olio e lasciare macerare qualche mese.

Il nome deriva dal latino ros marinus, che significa “rugiada marina” forse perché il miglior habitat di questa pianta sono i litorali marini. I Romani lo fecero simbolo dell’amore e della morte (come leggiamo in Ovidio). Non risulta però che fosse usato per condire i cibi.

Come molte altre erbe entrò probabilmente in cucina attraverso la “via della medicina”. Aggiungendo cioè il rosmarino ai cibi, si pensava di renderli più digeribili.

  • Ancora oggi ampio è il suo uso in fitoterapia: come infuso contro l’emicrania, decotto per impacchi contro gli ascessi e decotto per bagni defaticanti; come fumento contro l’asma e contro il catarro bronchiale; come componente di un vino aromatico contro l’esaurimento fisico e intellettuale.

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Fonte: estratto dal libro “Principi di Scienza dell’Alimentazione” di Graziella Castelli e Paola Paradisi (Le Monnier) – libro fuori catalogo

Alimentazione Sana

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