Occhio all’indice glicemico (Ig)!

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Ormai i medici sono tutti d’accordo: un’alimentazione ad alto indice glicemico (Ig) è un fattore di rischio per malattie importanti, come il diabete di tipo 2, il tumore al colon retto e quello al seno.

Ma che cosa indica la sigla Ig?

Misura la velocità con cui un alimento che contiene carboidrati alza il livello degli zuccheri nel sangue. Un alto indice glicemico comporta un picco della glicemia e, a cascata, la secrezione di insulina, ormone prodotto dal pancreas per riequilibrare i valori ematici degli zuccheri.

Una dieta a basso indice glicemico permette anche di non ingrassare perché più è lento il rilascio degli zuccheri, più l’organismo “brucia” i grassi e più aumenta il senso di sazietà.

La scala dell’Ig va da molto basso (0-40) ad alto (da 70 a 100): se vuoi sapere come sono classificati gli alimenti consulta le tabelle realizzate dall’università di Sidney (www.glycemicindex.com/).

Intanto per tenerlo sotto controllo puoi provare le 54 ricette che la food blogger Raffaella Fenoglio ha raccolto nel suo libro Abbasso l’indice glicemico (Terranuova).

 

Fonte: tratto da un servizio di Manuela Soressi su Donna Moderna, 30/08/16

Alimentazione Sana

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