Cosa scegliere per una pausa pranzo salutare? I consigli di Iacopo Bertini, vicepresidente dell’Associazione Italiana Nutrizionisti!

 

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Rientrare al lavoro dopo i mesi estivi significa spesso tornare a una routine alimentare poco corretta. Che sia per pigrizia o per reale mancanza di tempo, cedere alla tentazione di pranzare in modo frettoloso con cibi poco sani può compromettere la linea e la salute.

Eppure, evitare il junk food è più facile di come sembra e non significa mangiare poco. «Basta fare una colazione adeguata e scegliere gli ingredienti giusti per il pranzo, senza necessariamente ridurre la quantità di cibo», spiega Iacopo Bertini, vicepresidente dell’Associazione italiana nutrizionisti.

Cosa mettere allora nel lunch box? Cosa scegliere al bar o alla mensa aziendale? Il dilemma per molti è se optare o no per il panino. «Non bisogna demonizzarlo. Certamente si deve evitare di mangiarlo tutti i giorni o con una quantità eccessiva di affettato. Ne bastano 40-50 grammi», dice Bertini.

«Le proposte salutari, d’altronde, non mancano: ok al sandwich con verdure grigliate e mozzarella, tonno e pomodoro, bresaola e rughetta, accompagnato da frutta o da una spremuta, è l’alternativa a un pasto completo».

Per coloro che non rinunciano al primo la parola d’ordine del nutrizionista è non esagerare: «La porzione ideale è 80 grammi di pasta, riso, orzo o farro. Meglio ancora se il piatto è unico: basta aggiungere 40 grammi di formaggio».

Gli amanti della carne, invece, devono ricordare di inserirla nel settimanale non più di quattro o cinque volte (fra pranzo e cena, inclusi gli affettati). Almeno in un paio di occasioni a tavola si possono mettere i legumi: fagioli, ceci, lenticchie, piselli sono una valida alternativa al solito spuntino.

Via libera all’insalata mista, con verdure e cereali, accompagnata da due fettine di pane integrate. Infine, per integrare il pasto senza appesantirsi, due soluzioni semplici da portare in ufficio: crudité da sgranocchiare, come pomodorini, coste di finocchio, sedano e carote, oppure frutta facilmente sbucciabile.

E cosa dire agli assidui frequentatori dei distributori di snack? «Di solito quei prodotti hanno scarso valore nutrizionale – chiosa Bertini – e possono essere sostituiti con le barrette di semi come sesamo, girasole e zucca che si trovano in tutti i negozi biologici ma anche in ogni supermercato».

Fonte: un’intervista di L.D’A. a Iacopo Bertini, vicepresidente dell’Associazione Italiana nutrizionisti, su La Freccia, speciale Sana 2016

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