Vitamina D? Ecco quando serve l’integrazione…

Una carenza di vitamina D non va sottovalutata. «È manifesta per livelli al di sotto dei 10 nanogrammi per millilitro di sangue», spiega il pediatra Alberto Villani.

Un nanogrammo è la miliardesima parte dì un grammo, per questo motivo questa sostanza rientra nella categoria dei micronutrienti.

  • «L’insufficienza, condizione diffusa, è nell’intervallo compreso tra 10 e i 30 nanogrammi per millilitro. Valori normali sono quelli compresi tra 30 e 100 nanogrammi, mentre valori sopra i 100 nanogrammi per millilitro di sangue sono considerati eccessivi e possono danneggiare muscoli e tendini. Un eccesso di vitamina D, comunque, è una condizione davvero poco diffusa e riguarda supplementazioni troppo abbondanti e prolungate nel tempo».

Quando è necessario, quindi, procedere all’integrazione? «Può essere utile nei bambini al di sotto del 60° percentile e con problemi di crescita, nelle donne che entrano in menopausa e vanno incontro a una riduzione della densità ossea e agli uomini dopo i 70 anni», continua Villani.

  • Ma è consigliabile a chiunque un’analisi del sangue per controllare il livello di vitamina D? «Ritengo che sia corretto procedere a questo controllo se e quando un paziente deve già effettuare un prelievo per altri motivi», conclude l’allergologo Domenico Schiavino.

«Oppure, come più spesso accade alle donne, se si soffre di dolori articolari che non hanno una causa riconosciuta».

Fonte: tratto da un servizio di Giulio Divo su Ok Salute e Benessere, giugno 2016

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