Parmigiano o grana: quale dei 2 scegliere?

Meglio il parmigiano o il grana?

Dal punto di vista nutrizionale, non c’è diversità tra i due “cugini”, che invece si differenziano per il gusto (più saporito il parmigiano, più delicato il grana) e per il prezzo (più costoso il primo rispetto al secondo), conseguenza di alcune differenze nel processo produttivo.

Entrambi hanno ricevuto il marchio Dop (Denominazione di origine protetta) dall’Unione Europea e godono della supervisione di un consorzio di produttori a tutela della qualità della materia prima, della correttezza della lavorazione e della commercializzazione.

Ecco le principali differenze tra i due.

  • Il mangime Il consorzio del parmigiano ha stabilito per le mucche un’alimentazione a base solo di foraggi freschi e fieno, mentre quello del grana permette che gli animali vengano nutriti anche con erba conservata nei silos.
  • La produzione La caseificazione del grana avviene due volte al giorno, con il latte della mungitura del mattino e della sera. Il parmigiano invece si ottiene mescolando il latte della sera, lasciato a riposo tutta la notte, con quello del mattino successivo. Per il parmigiano è vietata l’aggiunta di conservanti, che invece sono ammessi per il grana.
  • La stagionatura Ogni forma di grana padano deve invecchiare almeno nove mesi prima di essere messa in vendita, mentre la stagionatura minima per il parmigiano è di 12 mesi.
  • Il territorio Il grana si produce con latte di zone in Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Trentino. Il consorzio del parmigiano comprende produttori dell’area tra Mantova e Bologna.

 

Fonte: un articolo di Valentina Lai, tratto da Benefit, ottobre 2003

 

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Alimentazione Sana

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