L’olio d’oliva e i suoi 23 fratelli……..(amici virtuosi)

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  • Olio di arachidi: ricco di vitamina E, è un regolarizzatore ormonale. Adatto per cotture calde e fritture.
  • Olio di argan: abbassa il colesterolo, di sapore selvatico, ottimo sulle carote cotte.
  • Olio di avocado: protegge i vasi sanguigni, previene i tumori a seno e colon. Pieno di vitamina E, ottimo in salse e maionesi.
  • Olio di canapa: buon rapporto tra Omega 3 e Omega 6, gustoso a crudo. Pulisce le arterie, è utile in caso di artrosi, artrite reumatoide, acne, sindrome premestruale.
  • Olio di Canola: ‘nato’ negli anni ’70 da una modificazione genetica della colza, riabilitato, ridurrebbe il rischio cardiovascolare, soprattutto in caso di diabete di tipo 2.

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  • Olio di lino: lassativo, contrasta diabete, colesterolo, bruciori di stomaco.
  • Olio di girasole: zeppo di vitamina E, antiossidante, protegge dall’invecchiamento cellulare. Adatto per friggere.
  • Olio di cumino nero, o Nigella Sativa: pianta dell’antica farmacopea egiziana e araba. Allevia menopausa, sindrome metabolica, chemioterapia. Insaporisce e profuma i biscotti.
  • Olio di crusca di riso: ‘neonato’ sul mercato, è uno dei più sani e dei più buoni per cuocere dolci e biscotti. Analgesico, riequilibra il testosterone in menopausa.
  • Olio di cocco, o di copra, la polpa della noce: ricco di acido laurico, abbasserebbe il colesterolo e velocizzerebbe il metabolismo. Resiste bene alla cottura, ottimo nei dolci.

OIL OF PUMPKIN © Herby Meseritsch

  • Olio di noci: ricco di Omega 3, protegge cuore e sistema immunitario. Ottimo sulle insalate.
  • Olio di nocciola: digeribile, cardioprotettore, antiossidante, complementare a quello d’oliva, adatto per salse, pagnotte, pasticcini. Squisito sui formaggi.
  • Olio di mandorle dolci: miniera di vitamina E, antiossidante, calorico. Meglio crudo o cotto a bassa temperatura. Da provare sulla ricotta, con scorze di limone.
  • Olio di macadamia: con magnesio, tiamina e ferro, è buono su insalate e maionesi. Va usato con moderazione.
  • Olio di mais: nonostante il luogo comune, meglio usarlo per condire a crudo e non nelle fritture. Rende belli la pelle e i capelli. Utile per l’azotemia alta.
  • Olio di palma rosso: polemiche e parziali assoluzioni. Deriva dal frutto, non va confuso con l’olio di palmisto (estratto dai semi e scadente). Cardioprotettore, senza colesterolo. Se lavorato dall’industria alimentare, perde i suoi benefici.
  • Olio di semi: senza troppo sapore e odore, è adatto alle cotture saporitissime.
  • Olio di semi tostati e cioè noci, pistacchio, sesamo e altro: molto amato dagli chef sofisticati, che lo miscelano all’extravergine o lo usano sulle zuppe e sulle barbabietole.
  • Olio di sesamo: ricco di magnesio, rame, ferro, vitamina B12, calcio. Previene l’osteoporosi. A crudo sulle minestre.
  • Olio di soia: ricco di lecitina, fa bene al fegato e al cuore degli anziani.
  • Olio di pistacchi: buonissimo, profondo, va d’accordo con carni crude, misticanze, dolci.
  • Olio di vinaccioli o di semi d’uva nera: delicato per friggere e per le insalate, riduce il colesterolo cattivo, riequilibra i trigliceridi, è antinfiammatorio. Ricco di Omega 6.
  • Olio di zucca: contiene zinco, fitoestrogeni, magnesio e triptofano, sostituisce il burro in risotti, zuppe e verdure.

Articolo di Elisabetta Muritti – Fonte D La Repubblica, 17 ottobre 2015

Alimentazione Sana

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