A dieta con i…. fagiolini!

La forma allungata ed i semi interni ne svelano il segreto: appartengono alla famiglia dei fagioli ma sono gli unici di cui si consuma anche il baccello.

  • La polpa dei fagiolini è ricca di calcio, fosforo, vitamine A, B, C, zuccheri e fibre dalle proprietà ricostituenti, diuretiche e disintossicanti. Per tutte le loro virtù questi legumi combattono l’anemia, la stanchezza e l’indebolimento, tipici durante i cambi di stagione.

Ecco qualche consiglio utile:

  • I migliori hanno un diametro inferiore ad un centimetro e sono di colore verde intenso.
  • Dopo aver eliminato le punte, spezzandole con le mani i fagiolini si lavano più volte in acqua fredda.
  • Non devono essere mangiati troppo cotti, perché perdono i nutrienti e diventano indigesti. I più teneri vanno lessati per circa 8 minuti in una pentola con poca acqua bollente senza il coperchio.
  • Quelli meno giovani hanno bisogno di qualche minuto in più. Per impedire che il colore svanisca basta aggiungere un po’ di bicarbonato…. ma attenzione il sale va aggiunto a fine cottura.

In cucina

I fagiolini si distinguono dal fagiolo per il baccello. Quello dei fagiolini è più stretto e sottile, può essere ricurvo o dritto, di colore verde intenso, giallo, bianco o addirittura violetto.

I fagiolini verdi della varietà più comune sono detti Bobi: se li acquistate ancora giovani sono piccoli e sottili e privi di semi interni, mentre quelli raccolti a uno stadio più avanzato, oltre ai semi di dimensioni più grosse, possono presentare dei filamenti interni.

Gli esemplari dalla buccia chiara (bianca o gialla) differiscono da quelli verdi per la mancanza di clorofilla. Anche il sapore é leggermente meno saporito: oltre che lessati sono ottimi per la conservazione sottaceto.

In cucina i fagiolini si prestano a un’infinità di preparazioni. Lessati e conditi con un filo di olio, aceto e sale (oppure olio, limone e prezzemolo) sono squisiti come contorno. Inoltre possono costituire la base di sformati, piatti gratinati e soufflé.

Articolo a cura della dott.ssa Daniela Biggiogero – tratto da Mangiar Bene, 11 aprile 2000

Alimentazione Sana

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