Intolleranze: attenzione ai falsi test…

food-allergyIn Italia i veri allergici sono oltre 2 milioni e gli intolleranti a lattosio, nichel o altre sostanze negli alimenti sono circa 10 milioni, ma si stima che siano almeno 8 milioni gli «ipersensibili immaginari» che imputano a un cibo i sintomi più vari.

Per questo ogni anno vengono eseguiti circa 4 milioni di test per individuare le intolleranze alimentari, che in nove casi su dieci risultano positivi.

  • «Peccato che abbiano la stessa attendibilità del lancio di una moneta, a fronte di uno spreco di 300 milioni di euro», affermano gli esperti della Società italiana di allergologia asma e immunologia clinica (Siaaic), che non si sono limitati a lanciare l’allarme, ma hanno stilato delle linee guida per mettere al bando questo business in continua crescita.

Chi non riesce a dimagrire, chi soffre di stanchezza, mal di testa o difficoltà digestive spesso imputa le proprie difficoltà a un’intolleranza, limitando così l’assunzione di determinati cibi, a torto.

L’errore di molti è dovuto al fatto che sempre più spesso ci si affida a test diagnostici fasulli, spesso conosciuti attraverso il passaparola.

La Siaaic ne ha messi al bando sei: il test del capello, il test sulle cellule del sangue, il test della forza, che valuta variazioni della forza quando si manipolano alimenti presunti nocivi, il Vega test, che valuterebbe gli squilibri energetici causati dall’alimento incriminato, la biorisonanza, che valuterebbe le alterazioni del campo magnetico della persona indotte dagli alimenti, il pulse test o test del riflesso cardiaco auricolare, che valuta le variazioni della frequenza del polso a contatto con un alimento che si presume generi intolleranza o allergia.

Fonte: Ok Salute e Benessere, novembre 2015

Alimentazione Sana

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