Le eccellenze a tavola: addio al tartufo nero, l’afa l’ha ‘bruciato’…

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San Miniato (Pisa)

Estate drammatica per il tartufo estivo, più drammatica di quella famigerata del 2003.

Lo scorzone, noto come il ‘nero d’estate’, è stato bruciato dal caldo africano che ha mandato in fumo tutto l’ultimo mese di raccolta, diminuendo di giorno in giorno qualità e quantità: in cenere, quindi, anche centinaia di migliaia di euro della sua commercializzazione.

Lo scorzone (prezzo medio 200 euro al chilo) si trova un po’ in tutta la Toscana, cresce su terreni sia sabbiosi, sia argillosi, nei boschi e nelle pinete, dai litorali marini ai 1.000 metri.

L’attenzione sul tartufo estivo, visto il caldo torrido, è stata doppia, perché se la colonnina di mercurio torna nuovamente a picchi altissimi e senza pioggia, può mettere a rischio la raccolta del ‘bianco’ d’autunno, il tartufo pregiato attorno al quale ruota un’economia milionaria in Toscana, grazie alle tante aree tartufigene nobili.

«Per il bianco ancora non c’è allarme – spiega Luca Fontanelli della Gazzarrini Tartufi di San Miniato – queste ultime piogge sono state importanti, le temperature si sono abbassate. Vediamo».

L’importante è che non inizino a soffrire gli alberi con cui il magnatum pico vive in simbiosi, come la querce, il pioppo e il tiglio.

Sintesi dell’articolo di Carlo Baroni – Fonte La Nazione, 23 agosto 2015

La redazione di Alimentazione Sana consiglia il libro: Tartufo: Conoscerlo e Degustarlo

Alimentazione Sana

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