Lo zimino: condimento dei poveri!

A base di verdure, permetteva di arricchire quel poco di pesce che c’era in tavola.

Lo “zimino” è un condimento tradizionale usato tipicamente in Toscana per insaporire il pesce.

È a base di verdure ed è nato dall’idea di arricchire quel poco di pesce che c’era una volta sulle tavole più povere.

Oggi il termine è comunemente usato dai toscani con l’aggiunta della preposizione semplice in, a indicare il pesce totalmente immerso nel condimento.

Le seppie in inzimino sono uno dei grandi classici toscani, ma non mancano neppure i totani, i calamari, il baccalà, lo stoccafisso, le seppie, le tinche, le anguille e molto altro, sempre rigorosamente immersi nell’ottimo sughetto.

Variante meno ortodossa, ma ormai comunque tradizionale, è quella delle frattaglie di carne in inzimino, soprattutto trippa e lampredotto.

Se non lo avete ancora fatto, assolutamente da provare.

Etimologia di un sugo:
Il termine “zimino” ha origini dubbie, ma quel che è certo è che se ne trova traccia già dal 1300.
Secondo alcuni, il vocabolo avrebbe avuto origine nel pisano e nelle coste limitrofe.

Secondo altri, la parola sarebbe stata invece coniata in Liguria, diffondendosi poi in Corsica, Sardegna e Toscana, dove avrebbe assunto significati diversi, ma sempre a indicare piatti poveri formati da scarti e avanzi.

La radice potrebbe essere legata al termine cimino, parola usata anticamente a Spezia e dintorni per il cumino.

Fonte: Speciale La Nazione, Guida ai prodotti tipici toscani, gennaio 2013

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Alimentazione Sana

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