Antiche mele dell’Etna (presidio Slow Food)!

Antiche mele dell’Etna (presidio Slow Food)!

Nei terreni agricoli alle pendici dell’Etna, all’interno di quello che oggi è un parco naturale, un tempo erano coltivate mele, pere e ciliegie, in consociazione tra loro e con altre essenze vegetali delle aree montuose mediterranee. Gli agricoltori diversificavano la coltivazione dei frutti antichi da loro stessi selezionati sulla montagna iniziando con la raccolta delle ciliegie, proseguendo con le pere e finendo con le mele. Proprio le antiche varietà di melo hanno rappresentato fino agli anni Settanta la più forte e radicata biodiversità dell’Etna, con una ventina di varietà più o meno diffuse.

Le più apprezzate erano quattro: la Cola, bianca e lentigginosa con un sapore leggermente acidulo, la più conosciuta, il cui nome sembra legato ai primi impianti che si trovavano nelle vicinanze del monastero di San Nicola a Nicolosi; la Gelato, dolcissima e dal colore paglierino; la Gelato Cola, con caratteristiche intermedie tra le prime due, quasi a simularne una mescolanza genetica; la Cirino (di cui se ne trovano al momento pochissime piante), piccola mela con un buccia cerulea e venature rossastre diffuse.

Oggi pochi coltivatori continuano a preservare le antiche varietà di mele dell’Etna, coltivandole in asciutta e nel rispetto del territorio, tra gli 800 e i 1.500 metri di altitudine, nel Parco dell’Etna. Le produzioni non superano le poche centinaia di quintali, vendute nei mercati locali.

 

Fonte: un articolo di Francesca Baldereschi, tratto da Nuovo Consumo, settembre 2019
Fonte immagine: https://www.italianfoodexperience.it/prodotti/mela-etna/

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