Sushi (mania)!

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Fonte immagine: https://www.buonissimo.it/lericette/3319_Nigiri_sushi

 

 

Per molte famiglie mangiarlo al ristorante o take-away, è diventato un appuntamento fisso, si trova in molti supermercati, in alcuni casi con personale che lo prepara al momento. Ormai più della metà degli italiani consuma abitualmente il sushi.

Ma forse non tutti sanno che con il termine generico si indicano una serie di preparazioni a base di riso, aceto di riso, zucchero e sale e diversi tipi di pesce crudo, alghe, vegetali, accompagnate da salsa di soia, zenzero marinato, daikon (ravanello bianco) o wasabi.

Dal maki e uramaki (rispettivamente, involtini di riso avvolti in un’alga e involtini di riso con l’alga all’interno) al temaki-sushi (involtini a forma di cono), dal nigiri (polpettine di riso con pesce) all’oshi-sushi (rettangolini di riso con pesce), al sashimi (pesce crudo): la caratteristica comune di questi piatti è la semplicità degli ingredienti e un profilo nutrizionale di tutto rispetto caratterizzato, ad esempio, dalle proteine e dagli acidi grassi omega 3 del pesce, dai carboidrati del riso e dalla ricchezza di minerali e antiossidanti delle alghe, poco diffuse nella cucina tradizionale italiana.

Perciò un toccasana per la linea e la salute? Sicuramente sì. Non bisogna dimenticare, però, che, pur partendo da ingredienti semplici, è possibile trovare sushi di altissima qualità e valore nutrizionale considerevole, ma anche alternative meno valide da entrambi i punti di vista.

A volte, infatti, le varianti occidentali di ricette tradizionali —succede anche all’estero con i piatti della nostra tradizione, spesso a sproposito arricchiti con condimenti grassi come la panna — vengono appesantite da aggiunte o ingredienti diversi. Nel caso del sushi è molto frequente trovare ingredienti non originali, quali il formaggio spalmabile o cremoso o addirittura la maionese.

Attenzione dunque alle ricette “modificate”, così come a quelle che prevedono la frittura. Altro aspetto da non sottovalutare, sotto il profilo nutrizionale, la diffusione nei ristoranti — e non solo per il sushi – della modalità all you can eat, ovvero il consumo di cibo a volontà a un prezzo fisso. Basti, infatti, pensare che una porzione di sushi media (pari a 7/8 pezzi) ha un contenuto energetico di circa 250/300 Kcal e che spesso, mangiandone a volontà, si arriva a consumarne quantità anche 3 o 4 volte superiori. E l’eccesso energetico non è per niente trascurabile.

Fonte: un articolo della dietista Ersilia Troiano su Nuovo Consumo, settembre 2019

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