Cibo integrale: per costruire il nostro benessere!

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Fonte immagine: https://www.mauriziotommasini.it/cereali-integrali-malattie-cardiovascolari/

 

 

Per molti anni i cibi integrali sono stati scarsamente presenti sulla tavola degli italiani. Poi si è capito che i cibi raffinati e di diversa qualità, se non impiegati nelle debite proporzioni, possono rappresentare problematiche per una parte dei consumatori. Questo è avvenuto anche grazie al contributo di aziende di produzione e distribuzione che sono riuscite a bilanciare qualità e gusto nella preparazione degli alimenti.

Ricordo che oltre 30 anni fa, quando cercavo le prime paste integrali mi ritrovavo spesso nel piatto degli spaghetti “sbriciolati” che sicuramente erano sani ma poco gustosi. Oggi invece si è raggiunto un livello elevatissimo di attenzione e quasi tutti i prodotti integrali “buoni” sono ben “coccolati” fin dall’inizio, a volte anche dalla produzione, che spesso è biologica, e sono preparati in modo che nel piatto risultino gustosi oltre che sani.

Ma quanto sani? Grazie agli studi scientifici il valore del cibo integrale non è più considerato come una curiosità da bar o un pettegolezzo. Se venti anni fa il valore dell’integrale sembrava la proposta di qualche “pazzerellone” o di qualche scienziato un po’ originale (se non fanatico), l’invito all’uso dei cibi integrali giustamente proporzionato in una dieta equilibrata rappresenta oggi l’indicazione delle più importanti società internazionali di medicina ed è basata su solide evidenze cliniche.

Una ricerca pubblicata nel marzo 2015 su JAMA Internal Medicine da ricercatori statunitensi della prestigiosa Harvard School of Medicine (hanno studiato per
oltre 25 anni un campione di 110.000 persone), ha verificato che l’uso di farine e di cerali integrali (a confronto con le rispettive versioni raffinate), ha ridotto in modo significativo tutte le possibili evoluzioni di malattia e in particolare quella cardiovascolare.

Per dare un valore pratico a questa conoscenza scientifica, possiamo “pesare” quanto rende, in termini di benessere, la scelta dell’integrale.

Ogni 28 grammi di cereali integrali mangiati in un giorno (al posto di 28 grammi di farine o cereali raffinati) portano a una riduzione di tutte le malattie e, nello specifico, di quelle cardiache.

È un bel risultato, e 28 grammi rappresentano una quota minima della quantità di cereali o farine che si usano in una giornata. Attraverso i cereali della prima colazione, il pane o i sostituti del pane che si mettono in tavola e le paste di cui gli italiani sono ghiotti, può essere davvero facile trasformare la propria giornata in una fucina per fare crescere benessere e salute in modo importante.

Vivere bene la propria vita con una prospettiva a più lungo termine, è un passo avanti di forte impatto sulla qualità della vita. La buona notizia è che all’alimentazione integrale si può arrivare con gradualità. Anche solo iniziando a inserire almeno un po’ di prodotti integrali tra i propri alimenti, scegliendo integrale di qualità, non quello ricostruito, si acquisiscono dei vantaggi che diventano molto più ampi quando l’integrale diventa dominante e parte integrante della propria giornata. 

 

Fonte: un articolo a cura del dottor Attilio Speciani, medico allergo-immunologo, direttore scientifico GEK srl – tratto dalla pubblicazione Esselunga Da Noi, maggio 2018

 

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