Frutti di bosco: ricchi di vitamine, fibre solubili e sostanze antiossidanti!

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Mirtilli, lamponi, more, ribes, fragoline, uva spina e altri tipi di bacche: chiamati anche piccoli frutti, l’estate è la stagione dei frutti di bosco che crescono tutti nello stesso ambiente, la macchia boschiva.

Questa famiglia allargata di frutti, colorati dal rosso brillante al nero, è un concentrato di vitamine, soprattutto acido folico, vitamina C e A, di fibre solubili e sali minerali. Sono, infatti, una fonte inaspettata di calcio, anche se non è chiaro quanta parte venga assorbito dall’intestino.

Piccoli grandi frutti

A ridotto contenuto energetico, variabile tra le 30 e la 40 kcal/100 g, la vera caratteristica che li rende interessanti dal punto di vista nutrizionale è, però, l’elevatissima presenza di sostanze ad azione antiossidante, quali antocianine, flavonoidi, acidi fenolici e molte altre.

Numerosi gli effetti benefici che si attribuiscono ai piccoli frutti, dovuti essenzialmente a queste sostanze: dalla protezione contro la degenerazione cellulare dovuta ai radicali liberi e tutte le patologie ad essa collegate (ad esempio, tumori e malattie neurologiche degenerative come Alzheimer e Parkinson) al miglioramento della circolazione sanguigna, alla salute intestinale, attraverso il microbiota, cioè la flora batterica buona che alloggia nel nostro intestino.

Fino alla protezione contro la sindrome metabolica e alla prevenzione delle infezioni, in particolare quelle urinarie.

Il loro effetto

E allora, una ciotola di frutti di bosco al giorno e siamo a posto con la coscienza e con il corpo? Non proprio. Non è corretto, infatti, parlare di “super-cibi” dotati di “superpoteri”, visto che gli effetti salutari dei singoli alimenti non possono essere responsabili della protezione della salute che, invece, è legata allo stile di vita e all’alimentazione nel loro insieme.

Se poi, ai prodotti freschi, senza zucchero o altre aggiunte (come, ad esempio, i liquori) si preferiscono succhi, marmellate o prodotti simili, bisogna tener presente che non solo i trattamenti termici (calore, freddo) riducono inevitabilmente il contenuto di antiossidanti, ma si rischia di assumere quantità elevate di altri nutrienti, primi tra tutti gli zuccheri.

Ancora più sbagliato è pensare di assicurarsi l’effetto benefico utilizzando integratori o estratti, a meno che quest’indicazione non venga da un medico o da altro professionista sanitario competente.

 

Fonte: un articolo di Ersilia Troiano (dietista), su Nuovo Consumo, luglio/agosto 2019

Alimentazione Sana

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