Olio di palma: fa bene o fa male? Cerchiamo di capirne di più…

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Prima l’allarme. Poi le smentite e il ridimensionamento delle informazioni, alcune delle quali risultate false.

Nonostante ciò, il dubbio rimane: fa male o no? È la domanda che medici e nutrizionisti si sentono rivolgere di continuo.

Uno studio riportato da Yusof Basiron, amministratore delegato dell’MPOC – Malaysian Palm Oil Council – dimostra che il palm olein (oleina di palma, la parte liquida ottenuta dall’olio di palma con un frazionamento che ne alza il contenuto di acido oleico) ha una stabilità maggiore e un’ossidazione minore rispetto a un grasso animale (in questo caso il lardo) e all’olio di soia. Inoltre, nonostante la struttura chimica differente e la presenza di acidi grassi saturi, l’oleina si comporterebbe come un grasso monoinsaturo e verrebbe metabolizzata dal nostro organismo in modo simile all’olio di oliva, senza alterare i livelli di colesterolo cattivo nel sangue (studio condotti dal professor emerito Tan Sri Augustine Soon Hock Ong, dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e dall’Università delle Nazioni Unite e altri).


QUELLO ROSSO (O CRUDO)

HA PROPRIETÀ BENEFICHE

L’olio di palma è caratterizzato da un contenuto quasi paritario di acidi grassi saturi (quasi interamente acido palmitico) e acidi grassi insaturi. Allo stato naturale, il red paim oil (il colore è spiccatamente arancione/rosso per via della presenza
di carotene) o crude palm oil, è ricco di carotenoidi e tocoferoli, precursori delle vitamine A e E.

Il dr. Oz, ideatore e conduttore del programma televisivo omonimo, nel 2013 ha decretato l’olio di palma “red” (crudo) come “prodotto miracoloso”. Il red palm oil contiene il 30% di alpha carotene, il 60% di beta carotene, il 70% di tocotrienolo e il 30% di tocoferolo, due tipi diversi di precursori della vitamina E.

 

Alcuni studi rilevano che queste sostanze nutrienti abbiano effetti antiaging e utili nella prevenzione del cancro, delle patologie cardiovascolari e delle malattie cronico/ degenerative.

Uno studio approfondito condotto dal dottor Yuen Kah Hay, docente all’Università della Scienza della Malesia, evidenzia quanto il tocotrienolo contenuto in alta percentuale nell’olio crudo di palma (red o crude palm oil) abbia effetti sorprendenti nella prevenzione nelle malattie neurodegenerative, tra cui l’Alzheimer, che portano a disfunzioni cognitive e demenza senile. Inoltre riuscirebbe a ridurre le conseguenze dovute a ictus.

Secondo Ammu K Radha-krishnan, docente presso l’International Medical University di Kuala Lumpur, i carotenoidi e la vitamina E, in particolare il tocotrienolo, contenuti in alta percentuale nel “palm olein” (la frazione liquida dell’olio di palma), oltre ad avere effetti neuroprotettivi, aiuterebbero a rinforzare il sistema immunitario e a prevenire i tumori in quanto potenti antiossidanti.

 

Poiché è sempre opportuno avere una visione maggiore su argomenti così delicati, ti invitiamo a leggere anche il rapporto di Nutrition Foundation sull’uso alimentare dell’olio di palma. Lo trovi a questo link.

 

Fonte: estratto da un interessante inchiesta di Valentina Schenone su Più Sani Più Belli, gennaio 2016




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