Alla scoperta del fico secco reale di Atessa!

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Alcuni storici raccontano che, nel 1320, Roberto d’Angiò, regnante sulla zona di Chieti e Lanciano all’epoca, avesse imposto delle gabelle sui fichi secchi prodotti ad Atessa e commercializzati via mare. Segno che valeva più di un fico secco…

  • Il periodo di raccolta e di essiccazione, a seconda del clima, oscilla tra la metà di agosto e la fine di settembre. I fichi destinati alla essiccazione sono di varietà reale, a polpa bianca e a polpa rossa. Il fico secco reale è caratterizzato da forma leggermente sferica, buccia di colore giallo verdastro chiaro e polpa molto succosa di sapore mielato.

Sono raccolti ad uno ad uno a mano, nelle prime ore del mattino, facendo ruotare delicatamente il frutto per preservare l’integrità del picciolo, e poi sono posti in essiccatoi tradizionali, fatti di piccole canne legate tra loro.

Possono essere essiccati interi o incisi a metà, ma le loro facce non devono aprirsi del tutto. Una volta finita la fase di essiccazione sono tagliati, farciti con un gheriglio di noce, richiusi e infornati per una decina di minuti.

I celebri fichi di Atessa hanno avuto un importante mercato fino a quarant’anni fa, ma negli anni Settanta e Ottanta lo sviluppo industriale della Val di Sangro ha messo in crisi le produzioni agricole.

Oggi pochi giovani hanno deciso di recuperare questa tradizione antichissima, di coltivazione e di trasformazione e il Presidio sostiene il loro lavoro.

  • Fico secco reale di Atessa
    Area di produzione: zona collinare dei comuni di Atessa, Torino di Sangro, Archi, Perano e Paglieta (provincia di Chieti)

Fonte: un articolo di Francesca Baldereschi, tratto da Nuovo Consumo, dicembre 2017

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