Lo zucchero? Mai sotto i 2 anni!

Risultati immagini per zucchero alimento

I biscotti, lo yogurt, la merendina, il succo di frutta: lo zucchero è dappertutto, anche nei prodotti per la prima infanzia. Eppure l’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda di andarci piano: massimo il 10% del fabbisogno energetico quotidiano, ma l’ideale è il 5.

Adesso l’American Heart Association lo ha bandito del tutto sotto i 2 anni di età.

  • Il pericolo? «Il nostro palato è naturalmente attirato dal dolce, se un bambino viene iperstimolato già dai primi anni ne diventerà presto dipendente» spiega Claudio Maffeis, esperto di nutrizione della Società italiana di pediatria e docente all’università di Verona. I rischi maggiori sono la predisposizione all’obesità e, di conseguenza, a diabete e problemi cardiovascolari. «Questo non vuol dire che gli zuccheri siano da demonizzare ma che devono essere assunti con criterio e moderazione».

È una questione di quantità.

  • Secondo l’indagine europea Idefics, i bimbi italiani tra 2 e 9 anni in media ingeriscono 87 grammi di zuccheri al giorno invece dei 25 consigliati. In questo modo raggiungono il 20% del loro fabbisogno energetico e non il 5 raccomandato dall’Oms. Non è un caso, quindi, che 1 su 3 sia sovrappeso (dati del ministero della Sanità). «I piccoli sotto i 2 anni, poi, hanno un fabbisogno minore e si presume che prendano tutti gli zuccheri necessari già dal latte e, si spera, dalla frutta» dice Maffeis. «Ovvio che un succo o un biscotto ogni tanto non sono un problema, ma tutti i giorni lo diventano».

Meglio puntare su latte e frutta.

  • Se l’alimentazione di un lattante può essere facilmente controllata, dopo i 2 anni diventa più difficile, anche perché gli zuccheri sono ovunque. In uno yogurt ce ne sono almeno 2 cucchiaini, 4 nei cereali da colazione, 9 in una lattina da 250 ml di bevanda gasata. Cosa fare allora? «Bisogna limitare i prodotti con zuccheri aggiunti, preferendo gli alimenti che contengono “dolcificanti” naturali: il fruttosio nella frutta e il lattosio nel latte. Alimenti che, in più, apportano tanti altri benefici» conclude il nutrizionista.

 

Fonte: un articolo di Isabella Colombo, tratto da Donna Moderna, 27/09/16

Alimentazione Sana

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *