Nutrition Foundation: la ricerca riabilita il consumo del burro a dosi moderate…

burro 2È da qualche anno che la ricerca sta rivedendo il ruolo di tutti i grassi, ma soprattutto di quelli saturi,  nei confronti del rischio cardiovascolare e metabolico.  Per questa metanalisi sono stati considerati i dati emersi dalla valutazione di 9 studi che hanno coinvolto, in 15 nazioni, un totale di 636.151 soggetti seguiti nel tempo.

  • Ne emerge un effetto neutro del consumo moderato di burro (un cucchiaio da minestra, circa 14 g al giorno), che non risulta associato al rischio di malattie cardiovascolari, di infarto miocardico o di ictus.
  • I risultati mettono invece in luce un modesto effetto  protettivo (-4%) nei confronti del rischio di sviluppare diabete di tipo 2. Unico dato negativo: 14 g di burro al giorno sembrano aumentare dell’1% il rischio di mortalità per tutte le cause.

Nelle conclusioni gli Autori ribadiscono che queste osservazioni, basate su dati reali, confermano che è scorretto guardare ai singoli nutrienti come “buoni” o “cattivi” di per sé, perché l’alimentazione è un insieme di cibi di struttura complessa, il cui effetto reale può essere valutato solo nel lungo periodo.

Per quanto riguarda il burro, i ricercatori precisano che questi nuovi dati si aggiungono a quelli già noti relativi all’effetto protettivo dei grassi del latte e dei prodotti derivati nei confronti del rischio di diabete, e  sottolineano che il burro deve essere consumato con moderazione nell’ambito di una dieta varia ed equilibrata, ricca di frutta e verdura e che privilegi gli oli vegetali per condire.

Una ricerca di: Pimpin L, Wu JH, Haskelberg H, Del Gobbo L, Mozaffarian D.
PLoSOne. 2016 Jun 29;11(6):e0158118. doi: 10.1371/journal.pone.0158118. eCollection 2016.

Fonte: Nutrition Foundation of Italy – a questo link trovi l’articolo originale, anche in lingua inglese.

 

Alimentazione Sana

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