Grano duro o farro, con glutine o senza?

Le numerose proposte che si trovano sugli scaffali dei supermercati fanno affiorare dubbi e complicano la scelta al momento dell’acquisto.

  • Ecco le indicazioni del nutrizionista Costantino Motzo: «Molto di moda, le paste di farro, di orzo, di avena, di kamut, in versione raffinata non hanno differenze significative rispetto a quelle di grano duro. Tutte hanno invece un maggiore valore nutrizionale se integrali, perché contengono più fibra, vitamine e sali minerali».

Il criterio principale da seguire è optare per prodotti di qualità, ovvero con una quota di proteine (si legge in etichetta) non inferiore a 10,5%, tenendo presente che più è alta, meglio è.

E una di queste proteine è il glutine, che conferisce gusto al prodotto (pasta o pane) e ne migliora le qualità nutrizionali. «Proprio per questo motivo non c’è necessità di escluderlo dalla dieta, a meno che non sia stato accertato con specifici esami prescritti e valutati dal medico un problema celiachia o di sensibilità al glutine».

Quindi pasta di quinoa, amaranto, mais, riso, e altre farine gluten free possono andare bene per variare, ma non c’è necessità che diventino un’abitudine.

 

Fonte: tratto da un articolo molto più ampio di Antonella Franchini su Ok Salute e Benessere, febbraio 2016

Alimentazione Sana

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