Cos’è il microbiota intestinale e perché se ne parla tanto? Risponde la Dottoressa Roberta Martinoli…

???????????????????????????????????????????????????????Il microbiota intestinale è l’insieme di microrganismi che popolano il nostro intestino.

Si tratta per lo più di specie estremofile, le stesse che vivevano sulla Terra miliardi di anni fa, quando le condizioni climatiche erano incompatibili con forme di vita più complesse (alte temperature, assenza di ossigeno).

Nel nostro intestino vivono fino a 1.000 specie diverse e nel complesso i microrganismi intestinali arrivano a pesare tra 1 kg e 1,5 kg (quanto il nostro fegato).

batterio_7408Il numero di cellule microbiche residenti è dieci volte maggiore del numero di cellule che compongono l’intero organismo!

Durante la nostra vita intrauterina siamo completamente sterili.

  • La colonizzazione avviene a partire dall’orofaringe al momento della nascita e poi a seguire ogni volta che il neonato entra in contatto con i diversi ecosistemi (le mani dell’ostetrica o del ginecologo, l’allattamento al seno, i fratellini o le sorelline, il papà, il cagnolino, l’ambiente domestico e così via dicendo).

Dopo 3-4 settimane dalla nascita la flora batterica assume la sua composizione definitiva.

Mentre a livello di stomaco, duodeno e digiuno prevalgono i batteri aerobi gram-positivi (Lattobacilli e Enterococchi gram-positivi) a livello del colon si raccoglie il grosso della flora batterica che appare anche più eterogenea (Bacteroides, Bifidobatteri, Clostridi e Lattobacilli).

Il nostro Sistema Immunitario si allena confrontandosi proprio con i microrganismi che popolano il nostro intestino.

Animali germ-free, cioè resi completamente sterili, sono in grado di vivere in ambiente protetto ma se li togliamo dalla “campana di vetro” in poco tempo muoiono!

  • Volendola raccontare come una favola, nel corso della nostra evoluzione abbiamo “scelto” di entrare in simbiosi con una congerie eterogenea di microrganismi, o meglio i microrganismi hanno scelto di vivere nel nostro intestino. Ne abbiamo tratto un notevole vantaggio in termini di sopravvivenza e di resistenza alle malattie. La selezione naturale di darwiniana memoria ha fatto il resto!

163123790-9d329274-dd84-4c1f-b5da-f29bda31b567Sono sopravvissuti di più e più a lungo quelli che avevano i microbi migliori e che meglio si adattavano a questa coesistenza. Anche i microbi si devono essere trovati alquanto bene in questo nuovo ambiente: la giusta temperatura, il giusto pH e una fornitura costante di nutrienti.

È così che hanno cominciato a fermentare i carboidrati producendo acidi grassi a catena breve a loro volta fonte di energia per le cellule del nostro colon.

Per noi i microorganismi hanno reso più facile l’assorbimento del calcio, del magnesio e del ferro e hanno sintetizzato le vitamine B1, B2, B6, B12, PP, l’acido pantotenico, l’acido folico e ovviamente continuano a farlo!

Lattobacilli e Bifidobatteri (probiotici) hanno inoltre la capacità di tenere a bada quei microrganismi che se presenti in eccesso manifesterebbero la loro patogenicità!

  • Sono proprio i patogeni che metabolizzando in ambiente privo di ossigeno le proteine producono lo ione ammonio, le amine, i fenoli, gli indoli, i tioli, gli scatoli, tutte sostanze che possono avere effetto tossico e mutageno sulle cellule che rivestono il nostro intestino.

Ecco perché ci è convenuto portarci dietro 1,5 kg di microrganismi intestinali per milioni di anni!

Si spiega così perché quando l’equilibrio tra batteri buoni e batteri cattivi si rompe (disbiosi) possano comparire molte patologie, alcune delle quali non rimangono confinate nell’intestino.

Tra queste ricordiamo la Rettocolite Ulcerosa, il morbo di Crohn, il cancro del colon, la sindrome da contaminazione batterica dell’intestino tenue, la sindrome del colon irritabile, le allergie e secondo le più recenti acquisizioni scientifiche anche l’obesità, il diabete e la sindrome plurimetabolica.

disbiosi-intestinale-intoll-alim-piPurtroppo, la disbiosi intestinale è condizione assai frequente ed è legata allo stile di vita, allo stress, all’alimentazione, all’uso spesso improprio degli antiobiotici.

Stiamo facendo però grandi passi avanti nello studio dell’ambiente intestinale e sempre più ricorriamo alla prescrizione di probiotici, prebiotici e simbiotici (associazioni di pro e prebiotici) allo scopo di modulare la flora batterica residente.

Se avete il sospetto di soffrire di disbiosi sarà opportuno riferirsi ad un medico che possa consigliarvi bene.

Ma poiché la Natura ha fatto in modo che nessuno nasca “disbiotico” il nostro obiettivo minimo deve essere quello di mantenere la migliore flora intestinale il più a lungo possibile, a questo scopo vi riporto le indicazioni emerse durante il Gut Microbiota for Health Meeting tenutosi a Barcellona il 13, 14 e 15 marzo di quest’anno.

Uno degli aspetti messi in evidenza è che l’eterogeneità della popolazione microbica intestinale è un fattore positivo, in grado di determinare una maggiore resistenza alle malattie.

Per mantenere e promuovere la diversità della popolazione microbica intestinale è sufficiente seguire alcune semplici regole:

  1. Variare il più possibile la propria alimentazione;
  2. Consumare cibi fermentati e contenenti fermenti lattici;
  3. Consumare frutta con la buccia;
  4. Assumere probiotici + prebiotici ciclicamente (il periodo migliore è al cambio di stagione);
  5. Assicurarsi un adeguato apporto in fibre (5 porzioni tra frutta e verdura al giorno);
  6. Fare in modo di allattare i propri bimbi al seno; attraverso il latte materno si realizza un sostanzioso passaggio di microrganismi e di oligosaccaridi (il substrato nutritizio dei nostri batteri);
  7. Nel caso in cui venga programmato un parto cesareo sarà opportuno procedere alla contaminazione del neonato con la flora vaginale materna per evitare che il bimbo, nato sterile, venga colonizzato dalla flora di colui o colei che per primi lo hanno toccato (l’ostetrica e il ginecologo);
  8. Non fare un uso improprio di antibiotici (ad esempio evitare di assumerli se è in corso una malattia virale);
  9. In ultimo vivere con un cane sembrerebbe giovare alla variabilità della flora microbica intestinale.

Un Guest post della Dottoressa Roberta Martinoli

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Roberta-MartinoliLa Dottoressa Roberta Martinoli è sposata ed ha due bimbi. È una donna molto attiva: le piace sempre tanto studiare e fare sport, e svolge con passione la sua professione.

  • Noi tutti di “Alimentazione Sana” la ringraziamo per la totale e completa disponibilità che ci ha concesso. In questa lunga risposta alla domanda di Agata, un’amica del blog che ci ha scritto, è stata gentile ed esauriente. Siamo certi che vi avrai trovato molte informazioni utili anche tu.

Per contattare la Dottoressa Martinoli:

 

Alimentazione Sana

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